Recensione: Come neve di Mariarosaria Guerino

Una storia di scoperta e rinascita

Come neve di Mariarosaria Guerino

Ci sono convinzioni fortemente radicate nella nostra vita, che a volte vengono spazzate via come la neve fresca dal vento impetuoso. Così è successo a me con i romance. Ma, c’è quasi sempre un ma. Negli anni passati ho provato qualche volta a immergermi nei romance, ma dopo ogni lettura rimanevo con un senso di fastidio. Li trovavo banali e scontati. Qualche tempo fa, decisi di riprovare, ma stavolta la mia scelta è stata Il favorito del Re di Sarah Honey che mi è piaciuto a tal punto da voler proseguire nell’esplorazione del genere romance LGBTQ+ e più in particolare m/m.

Oggi voglio parlarti dell’ultima lettura dello stesso genere: Come neve di Mariarosaria Guarino pubblicato poco più di un mese fa.

Come neve

“Sei tu a rendermi neve, sei il solo per il quale posso desiderare di librarmi in alto e sciogliermi”

Non è mia abitudine condividere le frasi che più mi fanno emozionare nelle letture, ma stavolta ho deciso di iniziare questa recensione proprio con una citazione del libro stesso, perché queste parole per me, rappresentano in modo evocativo Come neve di Mariarosa Guerino.

La trama in poche righe

Siamo nella città di Seattle, nello stato di Washington degli Stati Uniti. L’epoca è quella corrente e i personaggi che incontriamo subito sono Killian e Nicholas. Killian è un lottatore di MMA arrabbiato con sé stesso e con il mondo; Nicholas è un sergente dell’esercito americano in congedo temporaneo a causa di un incidente che gli ha provocato la cecità. Uno ombroso e schivo, l’altro tendenzialmente positivo e allegro. Bellissimi. Si incontrano in un momento della vita in cui entrambi cercano il proprio spazio in cui isolarsi un po’ dal mondo e in cui continuare a farsi male pensando al loro passato.

Tematiche

In questo romance, oltre al classico tema dell’amore gay, si parla anche di altre tematiche come la disabilità, il trauma a seguito della perdita di persone care e l’amicizia.

La disabilità viene affrontata attraverso ben due personaggi e nonostante sia un tema estremamente delicato, Mariarosaria Guerino lo affronta con delicatezza e leggerezza (non intesa come superficialità). I traumi subiti nella vita precedente di Killian e Nicholas, sono strazianti e monopolizzano i loro pensieri impedendogli di vivere appieno le loro esistenze. L’autrice ci fa immergere gradualmente nelle relative storie e nella profondità delle emozioni pregne di sensi di colpa che provano i due. Non posso negare che in alcuni momenti ho sentito il mio cuore stringersi e un nodo chiudermi la gola.

I personaggi

Come già anticipato, entrambi i ragazzi sono in un momento della vita molto particolare. Nicholas è caparbio nel voler affrontare la sua disabilità riconquistando la sua indipendenza, senza perdere mai la motivazione. Killian è scontroso, ma sin da subito si scopre che in realtà dietro la maschera da bad boy, si nasconde un cuore sensibile e altruista.

Entrambi caratterizzati in modo realistico, i due protagonisti si collocano nella storia raccontando in prima persona, alternativamente nei vari capitoli. Sono affiancati da pochi personaggi di contorno, che al contrario sono risultati molto meno credibili, ma sono riuscito ad apprezzarli, perché, a mio modesto parere, sono proprio loro che danno colore alla storia.

Lo stile

Mariarosaria Guarino costruisce una storia molto gradevole, con la giusta quantità di dialoghi, spesso con spruzzatine di ironia che hanno reso la mia lettura divertente e scorrevole. Uno stile semplice e molto piacevole. Mi piace l’alternarsi dei due punti di vista di Killian e Nick, che però alle volte mi ha un po’ confuso perché non sono riuscito a identificare i due modi diversi di raccontare. In fondo Killian e Nicholas sono estremamente diversi per cui mi aspettavo di trovare un linguaggio e un modo di leggere le situazioni con un piglio e un linguaggio in due modi differenti.

Conclusione

È stata un’esperienza di lettura estremamente positiva. Nonostante il libro contenga tematiche difficili, non è stato pesante, il che lo ha reso perfetto per staccare qualche ora i miei pensieri, che in questo periodo non sono molto luminosi. Come neve mi ha donato uno spazio sereno in cui perdermi.

Ne consiglio la lettura perché è scritto bene, la storia è interessante, i dialoghi spesso mi hanno fatto sorridere. A chi lo consiglio? A chi vuole passare qualche ora in compagnia di due personaggi che non sono scontati, a chi vuole leggere un romance m/m con un po’ di scene piccanti, ma non volgari. Leggilo perché è una storia che dà coraggio e voglia di affrontare la giornata con un pensiero positivo.


Hai già letto Come neve di Mariarosaria Guarino? Raccontami nei commenti cosa ne pensi o quale scena ti ha colpito di più! Se invece non l’hai ancora fatto, questo è il momento perfetto per immergerti in una storia emozionante e intensa. Non dimenticare di condividere questa recensione con chi ama i romanzi capaci di toccare il cuore!

Grazie per aver letto questa mia recensione. Ti aspetto nel prossimo articolo con nuove storie da scoprire insieme. A presto! Noah

(Se vorrai acquistarlo attraverso il mio link Amazon aiuterai a mantenere attivo il blog: il tuo prezzo sarà sempre lo stesso prezzo Amazon, mentre il mio blog percepirà una piccola commissione.)


Se vuoi sapere cosa penso di altri libri LGBTQ+, leggi le altre recensioni!


Scopri di più da Da zero a Noah

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

2 commenti

Scrivi una risposta a Recensione: Ancora una fermata di Casey McQuiston – Da zero a Noah Cancella risposta