
Chi sono?
Benvenut*!
Potrei iniziare questa pagina scrivendo: “Mi chiamo Noah e sono un ragazzo transgender. Sono vegan, amo l’arte, la musica e la natura. Passo molto tempo a leggere, i miei generi preferiti sono: fantasy, LGBTQ+, sci-fi, thriller, polizieschi e i classici. Il mio colore preferito è il nero e amo tutto ciò che è dark e oscuro, soprattutto i libri di letteratura gothic.” Potrei iniziare così, ma…
Ho una confessione da farti: ogni volta che mi ritrovo a parlare di me e della mia vita, non so mai che cosa dire, non che non abbia gli argomenti storie, ma perché ho talmente tante cose da dire e storie da raccontare che non la finisco più. Per cui oggi, ho deciso di iniziare parlandovi del perché ho deciso di aprire questo blog.
Aprire un blog che parla di tematiche LGBTQ+ e inclusività è un atto di cambiamento
Noi, proprio noi, oggi, viviamo in un mondo che sta facendo grandi passi verso una maggiore apertura e accettazione, ma ancora non è abbastanza, la strada da percorrere verso una vera e propria inclusività è ancora lunga, lunghissima. In questo contesto, aprire un blog che affronti tematiche LGBTQ+, rappresenta non solo un’opportunità per esprimersi, ma anche un contributo concreto al cambiamento sociale.
Dare voce a chi non viene ascoltato
Non possiamo negare che tra le persone che vengono emarginate o che rimangono inascoltate in questi contesti più conservatori come abbiamo qui in Italia, sono le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ e scrivere su un blog è un po’ come avere un megafono per tutte queste voci.
Condividere storie personali, esperienze, sfide quotidiane, riflessioni, letture, eventi, film e quant’altro, aiuta a sensibilizzare e a creare empatia. Le storie vere, autentiche hanno il potere di disintegrare i muri fatti di pregiudizio, dimostrando che dietro ogni etichetta data dalla società, c’è in realtà una persona. Una persona con dei sogni, paure e speranze.
Creare consapevolezza e combattere i pregiudizi
Molti stereotipi (e di conseguenza le discriminazioni) nascono innanzitutto dall’ignoranza o dalla mancanza di informazioni, ovvero dalla non-conoscenza. Attraverso articoli documentati e accessibili, come possono essere quelli di un blog, è possibile educare chi legge su temi come diritti civili, orientamento sessuale e identità di genere.
Insegnare cosa significa essere non-binary o transgender o spiegare l’importanza del linguaggio inclusivo, sono piccoli passi che, tutti insieme, collettivamente, possono fare una grande differenza.
Promuovere un dialogo aperto
Un blog non è solo una piattaforma per parlare, ma anche per ascoltare. Attraverso i commenti, le e-mail o i social media, si possono instaurare dialoghi costruttivi con chi legge. Questo scambio di idee è fondamentale per abbattere barriere e costruire al loro posto dei ponti con il resto della società. Queste conversazioni posso generare nuove prospettive e ispirare un cambiamento nella vita reale di molti.
Risorse e supporto
Per tante persone, scoprire un blog che parla di ciò che si è, può significare un rifugio sicuro, un posto dove capire che non si è sol*, ma che tant* altr* vivono le stesse problematiche, paure, desideri.
Un posto dove attraverso gli articoli si offrono suggerimenti, guide, libri, iniziative sono strumenti preziosi perché ci si può sentire sol* e disorientat*. Un blog può diventare una bussola per chi cerca risposte e sostegno, offrendo non solo informazioni, ma anche conforto.
Ispirare e motivare
Il cambiamento che noi vogliamo, non avviene dall’oggi al domani, purtroppo, ma è il risultato di piccoli atti di coraggio che insieme si sommano. Ogni post scritto, ogni storia raccontata, ogni libro suggerito, ogni evento comunicato, ogni iniziativa condivisa, può influenzare qualcuno e contribuire a un mondo più giusto e inclusivo. Un blog e le parole sono un mezzo potente: usiamoli per informare, educare, ispirare.
Progetto
Questo blog infine non è solo un progetto personale, ma un atto di responsabilità verso la società, uno strumento per unire usato in un mondo che molto spesso tende invece a dividere. In un mondo in cui manca troppo frequentemente connessione, apprendimento e solidarietà. Che il pubblico sia grande o piccolo, non importa: ogni parola conta. Ogni passo verso l’incisività rende il mondo un posto migliore per tutt*.
A presto,
Noah