Recensione: L’isola dei femminielli di Aldo Simeone

La memoria dimenticata del confino fascista

Recensione L'isola dei femminielli di Aldo Simeone

Ci sono storie che sono state spinte ai margini della memoria, obliate tra le pieghe del racconto della Storia ufficiale, come se non avessero il diritto di esistere. Per celebrare le vittime LGBTQ+ in questo Giorno della Memoria, ho deciso di parlare di questo dramma, del confino a cui furono costretti gli omosessuali italiani durante il fascismo. Una ferita ancora troppo poco conosciuta, ma che resta una ferita profonda. Il libro che recensisco oggi è L’isola dei femminielli scritto da Aldo Simeone, che ci porta sull’isola di San Domino, un’isola di confino in cui, sotto il regime fascista, uomini accusati di pederastia, furono deportati e costretti a vivere in isolamento, con la loro identità schiacciata sotto il peso dell’intolleranza e della repressione. (leggi il mio articolo dedicato intitolato: Le persecuzioni alle persone LGBTQ+ durante il fascismo)

L’isola dei femminielli

In un’epoca in cui si parla spesso di resistenza, libertà e diritti, è fondamentale riportare alla luce le storie di chi è stato privato non solo della libertà, ma anche della dignità di essere unicamente sé stessi. Aldo Simeone, con delicatezza narrativa e profondità di sentimenti, ci fa sbarcare in questa realtà dimenticata, in questo microcosmo dove la sopravvivenza era un atto di ribellione e dove, nonostante tutto, sono nati legami, affetti e frammenti di umanità.

Questa non è solo la recensione del libro, ma un invito a non dimenticare, perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, conoscere il passato è l’unico modo per costruire un futuro migliore in un mondo più giusto.

La trama in poche righe

La storia narrata inizia nel mese di settembre 1939, nel momento in cui il ventenne fiorentino Aldo, viene trasferito dal carcere delle Murate di Firenze, al confino nelle Isole Tremiti, più precisamente nella piccolissima isola di San Domino. Qui viene accolto in uno dei due cameroni riservati ai femminielli, che, in realtà, in dialetto napoletano in realtà è il dispregiativo per indicare gli omosessuali effemminati (facendo delle ricerche ho scoperto che era utilizzato anche per indicare i transessuali), mentre in siciliano vengono chiamati arrusi, sempre in senso dispregiativo. In questo confino Aldo conosce un gruppo di persone, per la maggior parte proveniente dalla Sicilia, che lo iniziano alla vita del confino che si rivelerà condanna e libertà allo stesso tempo.

Tematiche

Come già ampiamente scritto, la tematica principale è quella della discriminazione e del confino degli omosessuali durante il regime fascista, sottolineando l’umiliante miseria in cui erano costretti a vivere.

Nella convivenza forzata, i femminielli, esplorando tutte le sfaccettature dell’amore, scopriranno che l’amore è anche vero, magari anche romantico e non solo amore dato per vocazione o in cambio di denaro. Scopriranno di non essere loro gli sbagliati, ma semplicemente delle persone vere.

I personaggi

Sono persone con vite, idee, afflizioni, speranze covate o gridate al cielo. Una continua scoperta per il lettore e per gli stessi protagonisti che segregati scoprono il significato e il senso di essere una comunità.

I personaggi sono tanti, ma non sono mai troppi. Attorno ai confinati si costruisce tutto l’impianto della trama: La Fisichella, La Picciridda, La Leonessa, La Sticchinasono solo alcuni di loro. Ognuno di loro è un mondo, ognuno di loro ha un ruolo che si è dipinto addosso o che gli è stato cucito dagli eventi della vita. Sono tutte storie, nelle storie, nella Storia.

Lo stile

Aldo Simeone nella scrittura de L’isola dei femminielli, per la ricostruzione ha seguito testimonianze tramite lettere, fotografie e racconti lasciati dai protagonisti, che ha condito con la sua immaginazione in una ricetta concreta, creando un libro bellissimo e importante. L’isola dei femminielli è piena di storie. Realtà e finzione che unite insieme ci mostrano quella che è stata la dimensione reale di San Domino.

Uno stile narrativo diretto e chiaro, i dialoghi sono sempre un botta e risposta che forniscono una poderosa istantanea del momento, ma che al contempo dinamizzano la narrazione. Il dialetto siciliano caratterizza la maggior parte di questi dialoghi, ma non c’è pericolo di non capire in quanto l’autore si premura sempre di darne la traduzione, ma non in noiose note testuali a fondo pagina, ma abilmente, direttamente nel racconto. Si parla di momenti, giorni, piccoli eventi che ogni tanto esplodono in attidi violenza o di interazione introspettiva tra i personaggi. Un viaggio che li porta alla scoperta di sé stessi e degli altri, un percorso forzato, doloroso seppur illuminante e che porta alla libertà in varie forme.

Impatto emotivo

Una narrazione estremamente evocativa che, attraverso le storie dei personaggi, ci porta in un viaggio alla scoperta della soggettività del significato di libertà e felicità, che hanno fatto parte delle storie di allora, ma che si proiettano nelle storie e nei pregiudizi delle persone di oggi.

Conclusione

L’isola dei femminielli è un libro importante per mantenere viva la memoria squarciando il silenzio che troppo lungo ha circondato questi avvenimenti. Una lettura che invita alla consapevolezza e checonsiglio a chi vuole approfondire la Storia delle persone della comunità LGBTQ+, agli appassionati di storia e a chi vuole libri con messaggi importanti, profondi sui quali riflettere.


Se hai letto questo libro o sei incuriosito dalla sua tematica, lascia un commento: mi piacerebbe conoscere la tua opinione e le tue riflessioni. Grazie per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questa recensione. Se l’articolo ti è piaciuto condividilo: la storia di San Domino e di chi vi è stato confinato merita di essere conosciuta.

A presto con nuove letture e nuove storie! Noah

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