Un viaggio indimenticabile nella brutalità umana

Ho dedicato quasi tutto il mese di gennaio alla lettura di libri con tematiche che riguardano la seconda guerra mondiale e la Shoah. È un impegno che prendo molto volentieri per poter offrire i miei pensieri per il Giorno della Memoria. Sono letture importanti che ognuno di noi dovrebbe fare costantemente affinché non si dimentichi mai l’orrore di quegli anni e fare in modo che non si ripeta mai più, anche se sembra sempre più difficile. Per oggi ho preparato la recensione del libro Se questo è un uomo di Primo Levi.
La trama in poche righe
La narrazione inizia nel 1944, quando il chimico ebreo torinese di ventiquattro anni, viene catturato dai soldati tedeschi per essere deportato In Polonia, nel campo di Auschwitz. Nell’immediatezza del suo arrivo al campo, viene privato di ogni cosa, anche del suo nome e da quel momento in poi verrà identificato solamente con il numero che gli è stato tatuato sul braccio sinistro. Non più un nome, non più un’identità.
Se questo è un uomo
Se questo è un uomo è un libro che sfida la mente e l’anima portando i lettori in un viaggio terrificante attraverso le brutalità dell’uomo durante la seconda guerra mondiale.
Le condizioni ad Auschwitz, come in ogni altro campo, rendono i prigionieri immediatamente consci della necessità di sopravvivere ad ogni costo: sopravvivere fino al giorno successivo, perché oltre la fine della giornata stessa, non si riesce a vedere. Giorno dopo giorno, momento dopo momento.
Le baracche sono gelide, sovraffollate, dormono in due per ogni cuccetta. Una camicia, un pantalone, un berretto, un paio di zoccoli e una gamella in cui mangiare è tutto ciò che di materiale possiedono. Primo Levi lotta per rimanere sempre lucido, sempre presente, è un grande osservatore poetico e profondo che non perde mai la sua identità di uomo, di essere umano.
Il libro si immerge nelle profondità dell’animo umano che vive in condizioni estreme, analizza la lotta per la sopravvivenza, le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i prigionieri che derubati delle loro identità e dignità e spogliati del loro onore, diventano come degli automi: occhi spenti e apparentemente senza più anima e senza più sentimenti che vanno avanti trascinando i loro passi e Primo Levi si domanda Se questo è un uomo.
E allora viene da domandarselo:
È ancora un uomo colui al quale è stata rubata la propria identità?
È ancora un uomo colui al quale è stato tolto il proprio nome?
È ancora un uomo colui al quale hanno cancellato il passato?
È ancora un uomo colui al quale hanno cancellato ogni volontà e dignità?
Un uomo non può e non deve essere ridotto così da altri uomini.
Attraverso i suoi ricordi di deportato affronta tematiche universali e senza tempo e ci pone davanti al tema dell’ingiustizia, della solidarietà, della degradazione e un’inquietate visione della natura umana. Primo Levi ci trasporta direttamente in questi incubi raccontandoci del freddo intenso, del fango, della fatica impossibile, degli escamotage che si inventavano per rimediare un bottone, una pezza di stoffa da mettere intorno ai piedi infreddoliti e doloranti, un pezzo di pane o un cucchiaio per mangiare.
I personaggi
L’autore è il personaggio principale essendo un libro autobiografico ed è straordinario nel condividere le sue esperienze vissute nel campo di concentramento con una sincerità che rende il personaggio autentico e più che reale.
Lo stile
Levi adotta uno stile narrativo chiaro e mai estremo che proprio in contrasto con l’orrore descritto, crea nel lettore un impatto di una potenza devastante. Una scrittura essenziale, ma ricca e a tratti poetica, sempre profondamente pregna di significato che si fonde alla perfezione al tema trattato.
Conclusioni
Questa lettura è stata un’esperienza intensa che suscita una gamma numerosissima di emozioni: le parole di Levi toccano il cuore di chi le legge e fa riflettere su quanto siamo fragili. Oltre a essere un bellissimo libro da leggere, ha una potenza narrativa e una profondità che lo rendono un’opera indispensabile che lascia un’impronta indelebile nella mente e nel cuore dei lettori che hanno la fortuna di leggerlo. Siate fortunati anche voi, leggetelo. Se questo è un uomo.
Se questo è un uomo ci insegna a non dimenticare e a riflettere sulla nostra umanità. Hai letto questo capolavoro? Condividi nei commenti le tue impressioni e aiutami a tenere viva la memoria.
A presto! Noah
(Se vorrai acquistarlo attraverso il mio link Amazon aiuterai a mantenere attivo il blog: il tuo prezzo sarà sempre lo stesso prezzo Amazon, mentre il mio blog percepirà una piccola commissione.)
Se vuoi sapere cosa penso di altri libri, leggia la mia pagina delle Recensioni
Scopri di più da Da zero a Noah
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.