Recensione – Diario di Anne Frank

Soit gentil et tiens courage! (Sii gentile e abbi coraggio)

Anne Frank Diario immagine libro per recensione

Nel contesto del Mese della Memoria, dedicato a ricordare le vittime dell’Olocausto, voglio proporvi una riflessione su uno sei testi più emblematici della Shoah: Diario di Anne Frank. Nonostante non affronti tematiche LGBTQ+, questa testimonianza ci permette di immergerci nel buio di questa pagina della storia umana, offrendo un ritratto intimo e al contempo universale della paura, della resilienza e del desiderio di vivere.

Questa del Diario di Anne Frank è per me l’ennesima rilettura, l’ho letto diverse volte durante gli anni e saltuariamente mi ritrovo di nuovo a leggerlo. Sarà perché lo trovo bellissimo, sarà perché è insistentemente attuale, sarà perché sempre più spesso c’è bisogno di riflettere.

Anne Frank e il suo diario

Anne Frank è nata a Francoforte nel 1929, ma dopo poco la sua nascita, si trasferisce in Olanda con la sua famiglia perché preoccupati dalle leggi razziali che stanno mettendo in ginocchio tutte le comunità ebree in Germania. Purtroppo, però, la persecuzione raggiunge anche i Paesi Bassi e sono costretti a nascondersi.

Prima che iniziasse la persecuzione, la famiglia Frank non se la passava per niente male: gestivano una piccola fabbrica di proprietà, i soldi in banca non mancavano e il cibo in tavola era sempre abbondante. Dal momento in cui si nasconderanno, insieme ad altri ospiti, in un rifugio segreto, non potranno più uscire neanche per un’ora all’aria aperta e camminare liberamente per le strade.

Otto persone, rinchiuse in poche, piccole stanze. Limitati nei movimenti, limitati nelle attività e vincolati agli orari di silenzio e buio assoluto per non essere scoperti. Per più di due anni vivono in questa minuscola comunità e Anne racconta attraverso il suo Diario (la cui scrittura aveva iniziato tempo prima di rifugiarsi in quell’angusto nascondiglio), lo scorrere del tempo, le attività, i pensieri, le speranze, i disagi, le delusioni e la sua crescita personale.

Testimonianza dell‘ignobile e disumana realtà storica delle leggi razziali durante la seconda guerra mondiale in Europa; la Germania nazista è raccontata come una falciatrice di sogni e pensieri, assassina di ideali e buoni principi, estirpati dalle radici e messi a seccare, inaridire e morire nei campi di lavoro e di sterminio dai quali nella storia della famiglia Frank, riesce a sopravvivere solamente il padre (Anne e Margot morirono nel campo di Bergen-Belsen nel 1945, mentre Otto, il padre, non sono riuscito a confermare se fosse nello stesso campo oppure ad Auschwitz)

La mia esperienza di lettura

Leggendolo, mi sembra sempre, ogni volta di violare quelli che sono i pensieri di una ragazza, mi sembra di scassinare il lucchetto della sua personale scatola dei ricordi e delle emozioni, mi sembra di non avere quasi il permesso di entrare nella sua vita e allora mi ci avvicino con delicatezza, quasi con timore di disturbare. Ogni volta che lo leggo, spero che il finale sia diverso, che il Diario possa terminare con una lettera a Kitty alternativa, ma ogni volta, purtroppo, l’epilogo rimane inevitabilmente lo stesso.

Mi sembra sempre di leggerlo per la prima volta, forse perché il mio approccio nei confronti della vita e di conseguenza le mie chiavi di lettura sono diverse; non lo leggo per il piacere di leggerlo, ma lo leggo per tutto quello che riesce a trasmettermi: speranza, forza e voglia di vivere.

Lo stile

È un semplice diario quello che scrive Anne, dove riempie le pagine con piccoli fatti della vita quotidiana e riflessioni sulla vita. Spontaneo, diretto, ricolmo di speranze e domande, ma anche pieno di tormento. Un diario che nonostante tutto è pieno di forza e cerca speranza in mezzo all’oscurità. Una voce giovane, ma allo stesso tempo, matura.

Conclusioni

Consiglio di leggerlo o rileggerlo a tutti perché è un manifesto alla speranza, alla vita e alla libertà, una condanna forte a ogni forma di razzismo, discriminazione e dittatura militare. Potrebbe risultare superflua qualsiasi recensione di libri come questo, potrebbe risultare noioso per alcuni, ma è necessario mantenere viva la memoria affinché non si dimentichi mai, neanche per un secondo, cosa è accaduto a milioni di persone e cosa non dovrà mai più succedere di nuovo.


Quale è la tua esperienza con questo libro? Condividi i tuoi pensieri nei commenti e aiutami a mantenere viva la memoria, perché solo ricordando possiamo costruire un futuro migliore!
Alla prossima lettura! Noah


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