Recensione – Triangolo rosa di Jean Le Bitoux

La memoria come resistenza

Copertina del libro Triangolo rosa di Jean Le Bitoux

Buongiorno!
La storia spesso nasconde tra le sue pieghe capitoli bui, dimenticati o volutamente ignorati. Questo è il caso delle persecuzioni che hanno colpito le persone LGBTQ+ durante l’Olocausto. Gennaio è il mese delle memoria, un momento cruciale per riflettere su questi crimini e per onorare le vittime, dando loro voce attraverso la letteratura. Durante questo mese, le mie recensioni saranno dedicate a tutte le vittime dell’Olocausto, con un focus maggiore a quelle della comunità LGBTQ+ (leggi il mio articolo introduttivo sull’argomento).

Triangolo rosa

Ricordare è un atto di resistenza. Lo dimostra Jean Le Bitoux nel libro Triangolo Rosa, che illumina uno dei capitoli più taciuti della storia: la persecuzione degli uomini omosessuali durante il regime nazista attraverso la storia di Rudolf Bradza, l’autore ci guida in un viaggio doloroso, ma necessario, che intreccia memoria personale e riflessione storica.

L’autore

Jean Le Bitoux è stato giornalista e attivista francese, figura centrale nella lotta per i diritti LGBTQ+. Fondatore della rivista Gai Pied, ha sempre avuto a cuore il compito di racontare le storie dimenticate della comunità LGBTQ+. Con questo libro, pubblicato per la prima volta nel 2002, Le Bituoux si impegna a rompere il silenzio che ha avvolto per decenni le vittime omosessuali dell’Olocausto.

Rudolf Bradza


Al centro del libro c’è la testimonianza di Rudolf Bradza, arrestato in Germania sotto il paragrafo 175, la legge che criminalizzava l’omosessualità. Deportato a Buchenwald con il marchio del triangolo rosa (riservato agli uomini omosessuali), Bradza racconta le umiliazioni, la disumanizzazione e la lotta quotidiana per la sopravvivenza in un contesto di orrore indicibile. La sua voce diventa un simbolo di resilienza e dignità, ma anche un grido contro l’oblio.

Triangolo rosa


Le Bitoux costruisce il libro bilanciando il rigore e la precisione storica con una narrazione empatia e toccante. Attraverso dati, testimonianze e approfondimenti, ci mostra la persecuzione omosessuale, ma allo stesso tempo ci fa avvicinare alla dimensione umana di questa tragedia, Non è solo un libro storico, ma un invito a riflettere sul presente e sul valore della memoria come strumento per il cambiamento sociale.

Conclusione

La lettura non è stata facile, estremamente profonda, dolorosa ed emozionante. Triangolo rosa è pieno di evocazioni toccanti, e ci ricorda che tutti abbiamo il dovere di dare una voce a chi non ce l’ha più. Un’opera che commuove, educa e spinge a confrontarsi con la responsabilità che le persone di oggi hanno di mantenere viva la memoria delle vittime: un messaggio per le generazioni future. Il triangolo rosa era un simbolo di vergogna imposto dai nazisti, ma che oggi si trasforma in un simbolo di lotta, memoria e impegno affinché la storia non si ripeta.

Perché leggere Triangolo Rosa? Perché questo libro è un un grido per distruggere il silenzio, un’opera che ti invito a leggere e a condividere per poter costruire un futuro più giusto e inclusivo.


Lasciami un commento e condividi con me la tua opinione su questo libro e su questi temi. Se vuoi continuare a esplorare storie di memoria e resistenza LGBTQ+ e non, seguimi e non perderai i prossimi articoli!Ti auguro di passare un bella giornata, magari piena di bei libri! Noah

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Se vuoi sapere cosa penso di altri libri, leggia la mia pagina delle Recensioni


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